Fenomeno per cui gli utenti si muovono in massa per bloccare un elemento ritenuto alieno alla comunità. In origine il tasto “Blocca” e “Blocca e segnala per spam” erano stati forniti da Twitter per arginare il sempre più crescente numero di account spam o fake, tuttavia in tempi successivi si è passati ad una degenerazione trasformando questi strumenti in un mezzo per eliminare qualcuno che esprime differenti punti di vista.
Il fenomeno più controverso del blockismo vede la mobilitazione di una grossa quantità di utenti spinti a bloccare e segnalare per spam un altro utente al fine di far bloccare da Twitter il suo account. Tale mobilitazione è spesso pubblicizzata da utenti che godono di un grande seguito (Divismo) e mossa per puna vanagloria o per consolidare la propria posizione di utente alpha. Tali atti sono considerati da molti alla stregua della censura fascista.
[voce a cura di Altair_Ita]
Movimento di pensiero direttamente connesso al fanboysmo per cui l’utente dimostra un eccessivo apprezzamento verso i prodotti dell’azienda di Cupertino. L’utente medio affetto da appleismo è facilmente riconoscibile dal simbolo “” presente nel nome, nella profile pic o nella bio. Se ricorrente più di una volta denota una forma più grave detta “Appleismo cieco” per cui la maggior parte dei tweet risulta monotematica su notizie provenienti dall’azienda californiana. L’appleista tipico, riguardo l’argomento, esprime contenuti stereotipati spesso privi di fondamento, ha un odio viscerale verso la concorrenza per semplice fede, non supportata da comprovati dati, e non apprezza che si faccia critica verso la sua scelta d’acquisto o di pensiero.
Consuma l’attesa del keynote del nuovo prodotto in modo nervoso, elaborando ipotesi e seguendo qualsiasi pista proveniente dagli ambienti ben informati sull’argomento. Dal punto di vista psicologico è convinto di pensare fuori dagli schemi e che l’oggetto melamorsicato gli infonda indiscutibili qualità artistiche sopra la media. L’affetto da appleismo ha in prevalenza follower e following che la pensano “differente” come lui. Se portato dinnanzi alla massificazione del prodotto è possibile che si trinceri dietro la convinzione di essere parte di coloro che non lo acquistano per moda. Livelli simili di feticismo vengono raggiunti dagli utenti di Linux, ma in maniera meno appariscente.
Come contraltare ci sono i critici, se non haters, della Apple, che commentano in modo sarcastico o cinico il prezzo del nuovo prodotto, confrontandolo con la situazione critica a livello economico del Paese e il potere di acquisto medio delle famiglie. Spesso vengono generati flame sul tema, in prossimità delle presentazioni di nuovi prodotti, fra sostenitori e critici della Apple.
[voce a cura di Altair_Ita e Vitellozzo]
Grave alterazione del ritmo sonno-veglia indotta in alcuni dalla frequentazione assidua di Twitter. Questa patologia talvolta assume una connotazione narcisistica, quando il soggetto si vanta pubblicamente della propria insonnia alla ricerca di ammirazione e comprensione.
Si distinguono tre categorie di insonnismo.
L’insonnista melanconico di solito predilige toni pacati e riflessivi, è attratto dai lati nascosti dell’animo umano e dissemina considerazioni chiaramente ispirate al pessimismo cosmico. Il tweet poetico e melanconico viene speso spesso per raccogliere consensi in altri insonnisti dello stesso tipo.
L’insonnista arrabbiato invece sfoga di notte la frustrazione per giornate deludenti o insultano l’ex di turno.
L’insonnista musicale condivide incessantemente video musicali, sfoggiando gusti soft e raffinati.
L’insonnista nomade, infine, fa le ore piccole nei pub e twitta con uno smartphone, esibendo con l’orgoglio la propria ubriachezza, con foto che lo ritraggono in pose imbarazzanti.
L’insonnista all’ultimo stadio va a dormire quando quasi tutti i frequentatori di Twitter sono ormai svegli, incrociandoli sulla timeline. Molti mattinieri, mostrando poca originalità, si chiedono se egli sia ancora sveglio o già sveglio. La mattina è un momento critico per il nostro eroe, caratterizzato da un declino inesorabile delle facoltà mentali, dopo una notte di veglia. L’insonnista con un cospicuo numero di follower a volte si prodiga nei saluti fino a smarrire la coscienza di sé. Non di rado i mattinieri mostrano scarsa empatia nei suoi confronti e lo sommergono di mentions non sempre rispettose, che sottolineano la sua dipendenza dal social network.
[voce a cura di IdeeXScrittori]
Fenomeno atto ad acquisire un crescente numero di followers sfruttando l’esibizione, tramite avatar e foto, dei propri attributi fisici, che possono essere mammelle (dette tette o minne), gambe, pettorali o organi genitali. Questa pratica viene effettuata per la maggior parte da account femminili, sebbene le foto giochino assai sul vedo-non vedo. La variante maschile del fenomeno si riscontra nell’esposizione di muscoli, addominali e arti pieni d’olio.
Le persone affette da esibizionismo hanno tuttavia particolare predilezione a negare il loro atteggiamento, e spesso non sono consapevoli del fatto che esse vengano seguite non per i loro contenuti ma per le loro mammelle e bicipiti, sebbene possano talvolta esprimere il loro pensiero critico verso le twitstars, destando curiosità e approvazione tra gli utenti comuni.
Per ottenere il successo in termini di followers non risulterebbe necessario scrivere, né fare battute (si veda battutismo) né avere e/o esprimere un pensiero proprio (anche banale - si consulti opinionismo).
Instagram ricopre un ruolo fondamentale per il suddetto fenomeno poiché permette di mostrare il proprio fisico adoperando diversi filtri, aumentando così la qualità estetica. Grazie ad Instagram l’esibizionista può pubblicare seni vintage, mammelle seppia e pettorali in bianco e nero.
L’esibizionista tende a raccogliere followers nel bacino degli utenti considerati morti di figa, cui non corrisponde però un’equivalente espressione femminile.
[voce a cura di anonimoconiglio]
Fenomeno di costume, affine all’olimpiadismo, che comporta l’interesse di utenti non appassionati di calcio verso il gioco del pallone, in concomitanza dei Mondiali (o Europei). Questo accostarsi alla competizione calcistica, quando è da parte di donne solitamente non interessate, ha in realtà una motivazione sessuale in quanto esse sono attratte dal fisico e dalle fattezze dei calciatori e non dallo sport in sé. A testimonianza di ciò l’apertura di blog fotografici a riguardo, con disquisizioni sulle squadre in base al giudizio estetico.
Tratti comuni di questo fenomeno sono richieste di delucidazioni sulle regole del calcio, commenti su aspetti non attinenti totalmente con la partita, e tifo smodato per la Nazionale italiana.
Il suo contraltare, in parallelo con l’anti-olimpidismo, è l’anti-mondialismo.
[voce a cura di Altair_Ita]
Fenomeno di costume che si riscontra durante la durata delle Olimpiadi e che spinge l’utente a seguire e commentare sport di qualsiasi genere e tipo.
Questo interesse passeggero coinvolge l’intera comunità e spinge anche utenti non attratti dalla febbre olimpica a parlarne al fine di integrarsi nelle discussioni del momento.
Si riscontano casi di opinionismo su sport di cui si conoscono in modo assai superficiale le regole oppure su eventi di attualità collegati alle Olimpiadi, come casi positivi di doping, che richiedono una presa di posizione. Inoltre viene sottolineata l’eventuale assenza di discipline non considerate dal comitato olimpico come degne di far parte della manifestazione ma che riscuoterebbero gradimento televisivo.
Solitamente l’interesse verso le gare provoca come collaterale conseguenza il giudizio estetico sui partecipanti, da parte di utenti di sesso opposto.
È da considerare come forma di lamentismo il fenomeno ad esso parallelo, l’anti-olimpiadismo, il quale consiste nel lamentarsi di chi commenta le Olimpiadi. Spesso il cavallo di battaglia degli anti-olimpiadisti è la sempre gettonata frase: “Tanto finite le Olimpiadi non sentirete parlare di questi sport per altri quattro anni”.
[voce a cura di Altair_Ita]
Pratica che consiste nel lamentarsi, in modo frequente,dell’altrui comportamento su Twitter. Esso può riferirsi all’uso intensivo di applicazioni da parte degli utenti nella propria timeline (uso continuo di check-in o di notifiche), all’abuso di tweet, dando vita a una forma di floodismo soprattutto durante le telecronache, al contributo ossessivo ad hashtag considerati di dubbio interesse, all’uso smodato che si farebbe del defollow o al comportamento, considerato egocentrico, di altri utenti. Talvolta alla critica viene allegato un codice deontologico da rispettare per considerarsi un utente-modello. Al lamentista corrisponde, come bastian contrario, il metalamentista, ovvero colui che critica l’atteggiamento snob e pedante dei lamentisti ed esorta alla tolleranza.
[voce a cura di Vitellozzo]
Tendenza degli utenti di Twitter a parlare, in separate sedi o pubblicamente, di vere o presunte relazioni, di durata variabile e di diverso grado fisico di contatto, fra persone appartenenti al social network.
Il gossippismo può utilizzare per lo scambio di informazioni vari canali, come direct messages, chat e social network paralleli.
Il pettegolezzo o la confidenza possono avere come oggetto anche rivelazioni su identità di fake, inimicizie, avances anche ad alto tasso erotico, presunti sgarbi da parte di utenti, ricostruzioni, talvolta fantasiose, di flirt puramente virtuali.
I movers del gossip sono in ordine di importanza decrescente: twitraduni, incontri che trapelano dai commenti, appuntamenti vociferati in sede privata, scambio assai frequente di DM, scambio assai assiduo di mentions, atti di defollow, retweet e fav in numero rilevante.
Spesso i gossip vengono scambiati alla pari, in modo da poter garantire reciprocamente la non divulgazione delle informazioni, e per accedere a queste è necessario, quasi sempre, appartenere, in modo leale, alla stessa cerchia, per evitare di essere traditi.
Qualora emergano confidenze, attraverso rivelazioni scottanti di “pentiti” o per mano di fake creati ad arte, sono possibili flame e rappresaglie, ma buona parte del pubblico minimizza l’importanza del problema relativo alla divulgazione di dettagli della vita privata degli utenti, mostrando un certo disinteresse per la questione, o criticando l’atteggiamento invasivo della privacy.
[voce a cura di Vitellozzo]
Il mentioncancellismo è un fenomeno che porta alcuni utenti a cancellare le proprie mentions dalla timeline, dopo un determinato periodo di tempo.
Questa pratica viene giustificata in vari modi: esigenze di pulizia del proprio profilo, forme di celata vergogna nel far vedere agli altri utenti con chi si interagisce, motivi di presentazione professionale del profilo per chi volesse leggere a ritroso i tweet, o per rispetto nei confronti dei propri followers che non gradirebbero leggere intere conversazioni in stile chat. Non manca l’interpretazione psicologica che porta alcuni individui a voler cancellare per dimenticare le interazioni passate e dire cose sempre nuove, benché solo formalmente.
Nei casi “clinici”, con il passare del tempo, diminuisce progressivamente l’intervallo fra la scrittura e la cancellazione della mention: da una decina di ore, tutte insieme, fino ad arrivare ad eliminarla non appena l’interlocutore dimostra, anche involontariamente, di aver letto la mention.
Il mentioncancellismo può diventare una mania perfezionista quando gli utenti iniziano a cancellare anche i tweet contenenti hashtag o link o virgolette o parentesi, cercando la pulizia perfetta del proprio profilo.
[voce a cura di ubooot]
Fenomeno che spinge l’utente a concentrare la visione di quante più serie Tv possibile nei ritagli di tempo libero durante la giornata, condividendo informazioni su Twitter attraverso check-in dei social network della tv (v. checkinismo) o commenti a caldo. Il serialista cerca su Twitter appassionati della stessa serie tv che sta guardando, e condivide la sua passione attraverso tweet che comprendono tutto lo specchio dell’emotività umana, spesso spinta agli estremi livelli.
I serialisti si dividono in tre categorie: l’occasionale, il professionista e il Dottore.
L’occasionale è l’utente che si limita ad una singola serie televisiva per volta, guardandola per lo più in italiano, quando essa viene trasmessa in Tv. Lo scopo della visione è avere un argomento di discussione in più all’interno del social network. Si proclama grande fan della serie ma, se interrogato, ha problemi a ricordare i nomi dei protagonisti, e non conosce bene la trama orizzontale. La difesa tipica del serialista occasionale è quella di avere una vita attiva e con poco tempo a disposizione per la tv, ma questo non gli impedisce di sparare giudizi approssimativi sul tema.
Il professore è un serialista piuttosto convinto. Scrive poco riguardo alle serie tv che guarda, e al massimo concede qualche tweet entusiasta per la puntata che sta per vedere, oppure twitta immagini del suo set up davanti al pc mentre si prepara alla visione. Segue più serie TV contemporaneamente, scaricandole a 720p o vedendole in streaming, sempre in lingua originale in contemporanea con la programmazione americana, sia perché il prodotto viene considerato migliore sia per evitare l’attacco degli spoileristi (v. spoilerismo), spesso con l’ausilio dei sottotitoli nella propria lingua d’origine. Ha una buona conoscenza di quello che visiona: padroneggia con disinvoltura nomi e storyline diverse, può arrivare persino a conoscere membri esterni del cast ed interessanti trivia che possono allietare le serate delle persone che sono costrette ad uscire con lui/lei. Lo si distingue anche per il costante lamento verso i servizi fanbased di ragazzi che traducono con i sottotitoli le puntate, per il ritardo del loro servizio. La chiusura di Megavideo e Megaupload ha ridotto numericamente la categoria dei professori, in quanto non sempre in grado di trovare autonomamente le puntate.
Il Dottore è la figura più alta del serialismo. Paradossalmente il meno attivo nei commenti su Twitter su serie Tv, egli per lo più si limita a commenti lapidari mono frase tipo “LAMMERDA” oppure “sburrata copiosa”, in relazione ad una puntata appena vista. Il Dottore si distingue dal professore in quanto egli guarda ogni singola puntata delle serie tv della stagione in corso, ogni tanto recuperando le serie tv d’essai più datate. Ha guardato o comunque, saggiato, qualsiasi serie tv sia mai stata prodotta. Usa programmi per scaricare in maniera autonoma le serie tv che gli interessano, direttamente la mattina successiva alla trasmissione negli USA. Non si preoccupa dei sottotitoli per la sua profondissima conoscenza dell’inglese anzi, se confrontato sull’argomento, ammetterà che i sottotitoli lo irritano, perché lo distraggono dalla storia. Sa aneddoti divertenti sul cast e sui loro cari, mostrando una conoscenza enciclopedica sul fenomeno serial, ed è noto anche per il ruolo di trend setter che ha sulle serie tv nel mondo di Twitter. Un suo giudizio positivo o negativo sul serial in visione è capace di lanciare dibattiti intensi fra i serialisti/opinionisti oppure condannare la serie all’oblio, disincentivandone la visione da parte dei suoi lettori.
Correlato al serialismo è il fenomeno dello spoilerismo, tecnica usata da alcuni serialisti, soprattutto occasionali, per rivelare, in tweet spesso scritti con il caps lock, particolari importantissimi dell’episodio appena visto. Questa pratica, punita da tutti i serialisti attraverso severi rimproveri e defollow immediati, viene messa in pratica principalmente perchè il suddetto serialista è estremamente subdolo e ama rovinare i momenti di attesa e di felicità altrui, ma gli spoiler possono essere annunciati anche per vendicarsi nei confronti di un altro serialista nemico. Non rari i casi di spoiler in buona fede, che si legano al fenomeno del battutismo, che può rivelare, in forma di battuta satirica o parodistica, famose scene di grandi serie tv del passato.
[voce a cura di vaccamao]